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Cyberbullismo, ignoranza del Web, TeachToday e il progetto abbandonato dagli educatori italiani.

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Parlando con mia sorella qualche giorno fa ho scoperto (con mio totale stupore) che la mia nipotina di 7 anni gira con uno smartphone funzionante al 100%. Quando dico funzionante al 100% intendo dire che non solo non ha lo schermo rotto o è senza batteria, ma lo hanno anche dotato di una sim card con connessione dati attiva. Questo mi ha decisamente sorpreso e se all’inizio ho storto il naso qualche minuto dopo mi sono sentito un po’ come la chiesa cattolica nei confronti degli scienziati nel buio medioevo.

Dotare di uno smartphone i giovani bambini, ragazzi, come volete chiamarli non è per forza una mossa sbagliata. Ho iniziato ad usare il mio primo PC in quinta elementare e nonostante abbia navigato in un mare di m***a mi posso ritenere tutto sommato fortunato ad esserne uscito “pulito”. Ma perché rischiare?
Perché rischiare di sprecare un potenziale così grande come la possibilità di far apprendere l’utilizzo di una tecnologia potenzialmente illimitata ad un età così giovane? Rischiare di sprecare questa occasione solo per paura che il nostro piccolo utente incappi in angoli bui della rete o chissàcosa.

Un uso consapevole degli strumenti messi a disposizione di piccoli e grandi è il primo passo per trarne i più grandi vantaggi, sfruttare al meglio le tecnologie che abbiamo oggi a disposizione, comprenderle e perché no, migliorarle!

Nel 2008 l’Italia aveva preso parte ad un progetto chiamato TeachToday. TeachToday è una piattaforma (attualmente ancora operante) che si proponeva di insegnare, o comunque guidare, educatori, genitori e nipoti nel mondo del How-To riguardante il web, le app, gli smartphone, annessi e connessi.
Far comprendere al grande pubblico cosa siano Cyberbullismo, Phishing, Frodi telematiche, Spam e quant’altro significa iniziare individui consapevoli alla rete. Insegnare poi l’utilizzo di grandi strumenti come Wikipedia, Youtube, tutti gli strumenti firmati Google e dei software base per manipolare e comprendere il web significa formare utenti che un domani potranno contribuire attivamente al miglioramento comune.

Sponsorizzare adeguatamente le piattaforme Culturali presenti sul Web come siti e App di Musei e gallerie d’arte, corsi di formazione gratuiti e a pagamento, tutorial degli utenti del WWW di tutto il mondo a portata di click, ma decisamente trascurati dal mondo dei nuovi utenti del web. Come testimonia questo video negli anni 90 in america e in europa si diede il via a un percorso di formazione che però sembrò non stare mai al passo con i tempi, lo sviluppo delle infrastrutture web correva troppo veloce e non permetteva agli educatori di comprenderne le varie sfaccettature in così poco tempo:

Ad oggi una piattaforma come TeachToday o come quelle che volevano partire nei primi anni 90 mancano in Italia, dove però continuano a far notizia situazioni spiacevoli che crocifiggono il web.